Ferrata Danesi al Corno Piccolo (dalla Madonnina)

Lunghezza: 6km
Dislivello
 Complessivo: 900mt (dislivello ferrata 100mt)
Durata: 5h
Grado di Difficoltà: EEA (ferrata Poco Difficile)
Data ultima modifica: Agosto 2020
Punto di Partenza e Arrivo: La Madonnina (2030mt), punto di arrivo della funivia dai Prati di Tivo
Tipo di Percorso: andata e Ritorno con anello in vetta
Gruppo: Gran Sasso d'Italia
Fonte/Autore: Fabio - Born To Trek

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Premessa: La ferrata Danesi, aperta nel 1926 da Ernesto Sivitilli, Igino Panza, Bruno Marsili e Armando Trentini, è una delle vie di ascesa al Corno Piccolo più frequentata, sia per la sua bellezza sia per l'ottimale stato in cui verte. Infatti la ferrata è stata completamente rinnovata nel 2003 e ancora risistemata nel 2014 a seguito di una parziale distruzione delle attrezzature causate da una frana (sono visibili lungo la seconda scaletta vecchi ancoraggi e alcune sbarre piegate). Un’ulteriore radicale sistemazione è avvenuta nell’estate 2017, periodo in cui sono state sistemate tutte le ferrate della zona. Il tracciato della nuova ferrata esclude alcuni vecchi passaggi considerati non sicuri come il passaggio nel buco (vicino e visibile rispetto al nuovo tracciato e ancora percorribile) e l’attraversamento della parte sommitale del Canale dell’Immondezzaio (visibile ma fortunatamente non percorribile). E’ garantita agli escursionisti la massima sicurezza.
Per affrontare la via sono indispensabili le attrezzature da via ferrata (imbrago, caschetto e set da via ferrata) senza le quali risulta pericoloso affrontare i verticali, a volte anche esposti, passaggi attrezzati. Tuttavia, ad esclusione di qualche passaggio esposto sulle creste, la via è percorribile anche da persone alle prime armi con le vie ferrate. Ad ogni modo è sempre bene stare attenti a seguire alla perfezione i segnali, il Corno Piccolo è molto roccioso e molto esposto. Perdere i segnali potrebbe significare ritrovarsi in grossi guai.
Magnifica la vista dalla vetta che offre uno scorcio unico sul vicino Corno Grande e su tutta la valle teramana con viste anche fino al mar Adriatico.
La discesa per la via normale non presenta particolari difficoltà ma rimane comunque la via normale di salita più faticosa di tutto il Gran Sasso in quanto molto ripida e ghiaiosa e posizionata in un ambiente eccezionalmente roccioso e verticale. Se si affronta il percorso nei week end estivi si deve mettere in conto di incontrare moltissime persone lungo il sentiero di salita al Franchetti e probabilità di incontrarne altre lungo la ferrata.
Il Corno Piccolo grazie alla sua conformazione rocciosa è la palestra dell'alpinismo del centro Italia. Non è raro incontrare sulle sue pareti verticali alpinisti intenti a scalare placche, diedri o torrioni verticali, questo è particolarmente possibile nonché scontato se si dovesse decidere di unire alla Danesi anche la ferrata Ventricini che percorre il versante NO del Corno Piccolo (di solito si percorre prima la Ventricini e poi la Danesi scendendo per il vallone delle Cornacchie, percorso vivamente consigliato a chi è allenato e ha pratica con le vie ferrate).

Come arrivare: Dalla A25 venendo da Teramo si prende l'uscita San Gabriele – Colledara e si seguono le indicazioni per Montorio al Vomàno (SP491). Raggiunto e superato il paese si prosegue lungo la SS80 in direzione L'Aquila, ci si addentra nella rocciosa Valle del fiume Vomano dove sulla sinistra è presente il bivio per Pietracamela. Si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per per i Prati di Tivo che si raggiungono superando il paese montano di Pietracamela.
In alternativa dalla A25 venendo dal Lazio si esce a L’aquila Ovest, dopo il casello alla rotonda si seguono le indicazioni blu per Teramo (seconda uscita) incrociando la SS Statale 80 che si segue verso Sinistra, si esce da L’Aquila seguendo sempre le indicazioni per Teramo, si supera Arischia e la strada comincia a salire tutte curve fino al Valico delle Capannelle, si prosegue superando il bivio per Campotosto/Amatrice, si supera il lago della Provvidenza addentrandosi nella Valle del fiume Vomano dove sulla destra è presente il bivio per Pietracamela. Da qui si segue fino ai Prati di Tivo come descrizione sopra.

Descrizione: Dai Prati di Tivo si prende la funivia fino alla Madonnina (2030mt ca., il biglietto per salire e scendere in giornata costa 10€, orario estivo 8.30 – 17.30, meglio informarsi via internet e in loco). Si segue il sentiero 3 con segnavia bianco-rosso che superato il Passo delle Scalette si tiene a sinistra della cresta NE del Corno Piccolo risalendo il Vallone delle Cornacchie in direzione del Rifugio Franchetti visibile ad inizio escursione su uno sperone roccioso a metà del vallone. Il sentiero non presenta particolari difficoltà ad esclusione di un tratto leggermente attrezzato con corda fissa che può risultare fastidioso ai più inesperti per la relativa esposizione unitamente alla “usura” del sentiero che a causa della massiva frequentazione ha molte rocce fortemente allisciate ovvero scivolose. Raggiunto il rifugio si prosegue per evidente sentiero lungo i ghiaioni che conducono alla Sella dei Due Corni, punto eccezionale per ammirare i pinnacoli rocciosi del Corno Piccolo (le Fiamme di Pietra 2547mt).
Dalla Sella dei Due Corni si scende per ghiaie nel Vallone dei Ginepri costeggiano le Fiamme di Pietra e il Campanile Livia. In corrispondenza di un masso sono ben visibili le indicazioni per la ferrata Danesi che con bollini gialli e rossi aggira a nord il Campanile Livia e si addentra nel canale Danesi. Inizialmente il sentiero risulta agevole fino ad un forcellino che conduce tra la Torre Cicchetti e la Prima Anticima S del Corno Piccolo. Qui è presente la prima rampa attrezzata con corde fisse e scalette. La via originale rimaneva più vicina al dietro mentre l’attuale rimane in piena placca appoggiata costringendo a corti, facili ma simpatici passaggi su roccia. Dopo aver superato il primo tratto ferrato si arriva ad un buco dove passava l’originaria via, oggi la ferrata si mantiene sulla sinistra per passaggio più aereo privo di difficoltà che, aggirando un dorso roccioso, si ricongiunge al vecchio tracciato all’uscita del buco.
Da qui si tralasciano i segnali (che conducono per un canale sconnesso sulla destra, vecchio tracciato) e si seguono le funi di acciaio che rimangono sul versante orientale delle rocce. Da questo punto il tracciato salta tra i massi granitici giungendo fino alla cresta sommitale dove, saltato uno spacco con corda fissa, si raggiunge la china che giunge in vetta al Corno Piccolo (2655mt).
Per la discesa si consiglia la via Normale posta sullo stesso versante della ferrata Danesi poco più a nord. Attenzione ad individuarne l’inizio segnalato da segnali bianco-rossi e omini di pietra, una volta preso il sentiero (CAI 110) è abbastanza intuitivo seguirne il percorso per tratti ripidi, in parte ghiaiosi in parte rocciosi dove è necessario disarrampicare. Il sentiero ripido termina alla base della zona rocciosa riconducendosi al tracciato 105 (culmine del sentiero attrezzato Ventricini), siprosegue verso sinistra risalendo il fastidioso ghiaione per pochi metri fino a tornare alla Sella dei Due Corni e alla strada già percorsa all’andata.
Una volta giunti al Passo delle Scalette si è di nuovo alla funivia. Può capitare di arrivare tardi (informarsi all’andata sull’orario dell’ultima corsa di discesa), in questo caso un sentiero comodo scende passando vicino ad una casa diroccata ben visibile e scende in 1h ca. per l’Arapietra e strada asfaltata che si ricongiunge ai Prati di Tivo.

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