Ferrata della Penna di Civago

Lunghezza: 3,5Km
Dislivello Complessivo: 426mt
Durata: 2h 50m
Grado di Difficoltà: D - Difficile
Data Ultima Modifica: Giugno 2021
Punto di Partenza e Arrivo: Civago (1.045mt)
Tipo di Percorso: Anello
Gruppo: Appennino Reggiano
Fonte/AutoreLorenzo Verdiani

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Premessa: Ferrata delicata non adatta ai neofiti da affrontare con una buona esperienza di montagna alle spalle. La ferrata si sviluppa sulla parete orientale della Penna di Civago, formazione di roccia arenatica tipica dell'Appennino Reggiano posta sopra l'omonimo abitato, non particolarmente lunga presenta dei tratti tecnici da affrontare con attenzione. Nonostante la presenza di molti appigli naturali e artificiali, la via ha uno sviluppo su pareti per lo più verticali ed esposte con alcuni passaggi strapiombanti in cui è richiesta un'ottima preparazione atletica e, possibilmente, anche una minima dose di tecnica d'arrampicata. Fare attenzione a dosare bene le energie lungo la salita per raggiungere in condizioni ottimali il passaggio chiave sito verso la fine del tracciato.
Il sentiero di avvicinamento è molto breve così come il sentiero di discesa che comodo riporta al punto di partenza senza particolari difficoltà permettendo di godere dell'ambiente tipico della Val Dolo.

Come arrivare: per le indicazioni stradali al punto di partenza clicca qui
da Civago si percorre un tratto della strada sterrata da Case di Civago con indicazione Rifugio Ospitale San Leonardo dopo di che si parcheggia nei pressi del sentiero di avvicinamento per la ferrata del monte Penna

Descrizione: Dal parcheggio è presente il cartello che indica il sentiero di avvicinamento per la ferrata del monte Penna. La salita é subito abbastanza ripida su sentiero (ometti in pietra) in mezzo al bosco, i tratti di sentiero nel bosco sono alternati ad un paio di pietraie da risalire. Usciti dal bosco si va verso l'attacco della ferrata percorrendo un pendio erboso abbastanza esposto e ripido fino a raggiungere l'attacco della via ferrata indicato da una targa incastrata nella roccia. 
La ferrata presenta un primo tratto orizzontale che all'improvviso sale verticale entrando in un bel diedro da superare in spaccata, sono presenti pochi appoggi naturali integrati da staffe artificiali. Superato il diedro si attraversa un breve tratto su erba che divide la ferrata in due tronconi, bene riprendere fiato in questo punto. superato il tratto erboso si arriva ad una paretina verticale e successivamente ad una placchetta da superare in aderenza. La parte più impegnativa della ferrata è composta da una parete verticale con inizio leggermente a strapiombo che si supera con l'aiuto di alcune staffe, la parete supera tratti di placca e diedro fino a raggiungere un pianoro che conduce al passaggio più tecnico della via e cioè una pancia strapiombante da superare con decisione sfruttando le staffe presenti e alcuni appoggi naturali non subito evidenti.
Superato il punto chiave si aggira uno spigolo esposto e poi si risale una parete verticale esposta prevalentemente in aderenza o utilizzando le staffe presenti. La ferrata è quasi al termine, resta ormai solo da affrontare una non difficile paretina prima di concludere l'ascesa attrezzata. Usciti dalla ferrata si prosegue sotto bosco fino ad incrociare il sentiero CAI 631A che svolta a sinistra (Ovest) riscendendo comodamente sempre sotto bosco il versante meridionale del Monte Ravino entrando nuovamente nella Val Dolo incontrando dei ruderi di case. Seguendo il sentiero si giunge alla carrareccia che va seguita verso sinistra per tornare al punto di partenza.

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