Sentiero del Centenario

Lunghezza: 20km
Dislivello Complessivo: 1500mt (-1700mt)
Durata: 9h 30m
Grado di Difficoltà: Difficile
Data Ultima Modifica: Settembre 2020
Punto di Partenza: Campo Imperatore, 5,8km dal bivio di Sant'Egidio (1800mt ca.)
 
Punto di Arrivo: Campo Imperatore, Fonte Vetica (1600mt ca.)
Tipo di Percorso: Traversata
Fonte/Autore: Fabio - Born To Trek

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Premessa: Il sentiero del Centenario è uno dei sentieri più impervi ma anche più affascinanti di tutto il Gran Sasso. Sebbene di recente ideazione, il sentiero del Centenario è stato realizzato nel 1974 dalla Sezione di L'Aquila dei CAI per celebrare il centenario della sua fondazione.
Il sentiero percorre l'intera dorsale orientale del Gran Sasso toccando la vette del Brancastello, le Torri di Casanova, il Monte Infornace, il Monte Prena e il Monte Camicia con uno sviluppo in cresta di oltre 10km con panorami e scorci unici nell'Appennino e tratti attrezzati con scalette e cavi d'acciaio.
Il Centenario non è sicuramente un sentiero alla portata di tutti. Per affrontarlo è necessario un ottimo allenamento, condizioni meteorologiche ottimali, attrezzatura per le vie ferrate e tanta forza di volontà per poter arrivare fino in fondo. Nel caso mancasse una sola di queste situazioni è bene rinunciare nell'accostarsi all'itinerario o quantomeno studiare tutte le possibili vie di discesa lungo l'intera dorsale. Il tempo di percorrenza può variare di molto in base alla preparazione fisica e alla confidenza con gli ambienti di alta montagna.
Solitamente il percorso viene affrontato da ovest (Vado di Corno) ad est (Fonte Vetica) dormendo all'area picnic posta alla partenza e partendo con il buio per giungere in cresta alle prime luci dell'alba, è bellissimo vedere il sorgere del sole dal mar Adriatico. E' bene sapere che il Centenario è percorribile anche al contrario con qualche difficoltà in più, soprattutto per la discesa dal monte Camicia. Essendo una traversata solitamente è utile avere più mezzi di locomozione a disposizione da lasciare alla partenza e all'arrivo. Giungere a Fonte Vetica e dover trovare un passaggio o dover percorrere la strada fino alla partenza può risultare stremante oltre che antipatico. Alcuni eroici montanari alle volte lasciano una bicicletta incatenata a Fonte Vetica per fare il ritorno a punto di partenza su due ruote.
Piccolo appunto va fatto parlando del Monte Infornace. In passato l'identificazione della vetta dell'Infornace era ambigua in quanto alcuni definivano la cima come la più alta delle Torri di Casanova (2362mt) mentre mentre altri identificavano la vetta a quota 2469mt, situata tra la Forchetta di Santa Colomba e il Monte Prena. Oggi, questa seconda concezione è la più diffusa distinguendo le Torri di Casanova dal Monte Infornace collegate tra loro dalla Forchetta di Santa Colomba.
Aggiornamento 2020: Il primo tratto della via ferrata, dalle Torri di Casanova fino alla forchetta di S.Colomba è stato rinnovato, rimangono invece in condizioni pessime i tratti attrezzati seguenti.

Come arrivare: Dalla A24 si prende l'uscita per Assergi, si seguono le indicazioni per Campo Imperatore che si raggiunge dopo diversi km di tornanti. Alla piana si raggiunge il bivio di Sant'Egidio e si svolta a sinistra in direzione dell'albergo di campo imperatore. 5,8km dal bivio sulla sinistra, in prossimità di una curva, è presente un'evidente carreggiata con area pic-nic, da dove parte il sentiero.

Descrizione: Dall'area pic-nic si prosegue lungo la ben evidente strada bianca (segnali circolari rossi e gialli) che in circa mezz'ora conduce fino al Vado di Corno da dove si possono ammirare gli impetuosi paretoni meridionali del Corno Grande. Si prosegue in direzione della dorsale orientale per saliscendi (oppure per sentieri che aggirano le varie collinette erbose) fino ad arrivare alla comoda e ghaiiosa vetta del Monte Brancastello (2385mt). Dalla vetta si scende al lato opposto fino alla sella di Piaverano (2200mt ca.) dov'è presente un primo sentiero di discesa a Campo Imperatore. Dalla sella si punta dritti alle Torri di Casanova che si raggiungono in poco tempo. Da questo momento il sentiero si fa più ostico. La prima torre si supera con l'aiuto di cavi di acciaio e un paio di scalette metalliche. Si scende dal lato opposto con l'ausilio di altri cavi di acciaio (in questo tratto cavi e scalette completamente rinnovati nell’estate 2020) e si prosegue per zone a tratti esposte fino alla seconda torre che si aggira lateralmente (a destra, versante meridionale). A questo punto si deve far attenzione a seguire il sentiero (ovvero i segnali) che riscende per il versante meridionale per infide ghiaiette fino a raggiungere la Forchetta di Santa Colomba (2290mt, da questo punto parte un secondo sentiero di discesa a Campo Imperatore che percorre il fondo di un vallone, far attenzione a percorrerlo in caso di mal tempo). Da questo punto si prosegue per piccole placchette attrezzate e per un camino con cavi e scalette fino a raggiungere un'anticima e poi la cima del Monte Infornace (2469mt). Si scende nuovamente facendo attenzione ad alcune placche brecciose e si risale puntando verso l'ormai vicino Prena. Dopo un ultimo tratto leggermente esposto e verticale, dov'è presente un cavo di acciaio, si giunge in vetta (2561mt).
Dalla vetta del Prena si prosegue per pochi metri verso la cresta per poi deviare decisamente a sinistra (versante settentrionale) seguendo i segnali per un ripido ghiaione, si prosegue per aeree creste fino al Vado di Ferruccio (dov'è presente il un terzo sentiero di discesa a Campo Imperatore). Dal vado si prosegue ancora lungo la dorsale percorrendo tratti di cresta a volte esposti a volte ghiaiosi fino a giungere al ridosso delle pareti rocciose sottostanti la vetta. Si superano un paio di facili placchette fino ad arrivare ad un primo caminetto verticale abbastanza lungo con fondo ghiaioso e pareti friabili (per questo motivo non vi sono cavi o scalette). Usciti dal primo camino se ne affronta un secondo caminetto più breve ma delicato che porta in vetta, questo secondo caminetto è segnato per permettere all’escursionista di uscire per un canale di sinistra, questo alle volte porta a fare una brevissima traversata su ghiaia instabile, è bene sapere che volendo si può uscire dal camino anche sulla destra con semplici passaggi di arrampicata, il passaggio è forse un poco più difficile ma può essere preferibile da chi vuole evitare il traversino su ghiaia. Superato il secondo caminetto si giunge in cima al Monte Camicia (2564m).
Dalla vetta del Camicia non ci sono più salite ma solo l’ultima discesona fino a Fonte Vetica. Si prende il sentiero con che scende il versante orientale con segnavia 8°, si supera una prima zona leggermente ghiaiosa fino a raggiungere la sella, da qui con estrema cautela (camminando quasi a carponi) ci si può affacciare dalla cima della parete Nord per vedere gli oltre 1000 metri di salto (La parete nord del Camicia è soprannominata la Nord dell'Eiger dell'Appennino per gli oltre 1000mt di sviluppo). Abbandonata la sella e l’affaccio da cardiopalma si scende per il visibile sentiero che taglia la montagna e si immerge nel vallone di Vradda e a conclusione di questo si giunge a Fonte Vetica.

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