canale Neve del Sahara al monte Mozzone

canale Neve del Sahara al monte Mozzone

Lunghezza: 11Km
Dislivello Complessivo: 900mt (lunghezza solo canale 250mt)
Durata: 5h30m
Grado di Difficoltà: PD Poco Difficile pendenze massime 40°/45°
Data Ultima Modifica: Gennaio 2016
Punto di Partenza e Arrivo: Prato Selva (1.370mt)
Punto più elevato: Monte Mozzone (2.290mt)
Tipo di Percorso
: Andata e Ritorno con anello in vetta
Gruppo Montuoso: Gran Sasso d'Italia
Fonte/Autore: Fabio - Born To Trek

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Premessa: Il canale Neve del Sahara è poco noto e ancor meno frequentato come tutta la zona settentrionale del monte Corvo a causa della lontananza di Prato Selva dai centri abitati e a causa dei lunghi avvicinamenti necessari per affrontare qualsiasi escursione in zona. Questo aspetto può esser visto da molti come un punto a sfavore mentre probabilmente il fascino dell’isolamento può regalare all’avventore quel senso di avventura che troppo spesso si perde nelle più note e battute vie del Gran Sasso.

Il versante nord del monte corvo risulta estremamente selvaggio e isolato, molto spesso è possibile trovarsi a percorrere zone non battute in cui è necessario orientarsi a vista per raggiungere la meta desiderata. Al Rifugio del Monte si respira un’antica aria di rifugio di montagna vero e proprio, un ricovero dove rifugiarsi dal freddo che avvolge le zone e i boschi vicini. Un’area del Gran Sasso ingiustamente bistrattata che mantiene intatto il senso di selvaggio che una volta ricopriva l’intero massiccio.

Il canale Neve del Sahara risale un’anticima del monte Corvo, il Monte Mozzone, lungo una linea intuitiva e divertente che risale un evidente spacco nella roccia che raggiunge direttamente la vetta. Dal punto più alto si apre un balcone spaziale su tutto il versante settentrionale sommitale del monte Corvo che si potrebbe raggiungere per tracciato intuitivo lungo un crinale gettante sulle valli laterali su cui è bene fare attenzione. Verso nord è invece possibile dominare tutta la costa adriatica e il vicinissimo lago di Campotosto capace con i suoi colori di accogliere e rincuorare l’alpinista una volta uscito dal canale.

Essendo il percorso posto perennemente sul versante settentrionale dell’imponente monte Corvo l’escursione si sviluppa per la maggior parte del tempo in ombra, nei periodi centrali dell’inverno si può godere del calore solare solo nelle ore centrali della giornata. Visto il lungo avvicinamento e la presenza di molte zone boschive è bene partire di buon mattino per riuscire a rientrare con la luce del giorno.

Gli impianti sciistici di Prato Selva sono parte insieme a Campo Imperatore e a Prati di Tivo del comprensorio sciistico del Gran Sasso. Sebbene vi siano oltre 20km di pista la zona non risulta particolarmente frequentata in inverno e la struttura viene spesso tenuta chiusa anche in piena stagione. Oggi gli impianti vengono utilizzati anche durante la stagione estiva come impianto di risalita di un famoso bike park locale.

Come arrivare: per le indicazioni stradali al punto di partenza clicca qui
Dalla A24 L’Aquila-Teramo si prende l'uscita San Gabriele–Colledara e si seguono le indicazioni per Montorio al Vomàno (SP491). Raggiunto e superato il paese si prosegue lungo la SS80 in direzione L'Aquila, ci si addentra nella rocciosa Valle del fiume Vomano. Si supera il bivio per Pietracamela e si prosegue fino al bivio successivo dove si svolta a sinistra per Fano Adriano seguendo le indicazioni per Prato Selva che dopo 14km dal bivio si raggiunge.

In alternativa dalla A24 venendo dal Lazio si esce a L’aquila Ovest, dopo il casello alla rotonda si seguono le indicazioni blu per Teramo (seconda uscita) incrociando la SS Statale 80 che si segue verso Sinistra, si esce da L’Aquila seguendo le indicazioni per Teramo. Si supera Arischia proseguendo per la SS80 fino al Valico delle Capannelle, si supera il bivio per Campotosto/Amatrice e il lago della Provvidenza addentrandosi nella Valle del fiume Vomano da ovest dove sulla destra è presente il bivio per Prato Selva.

Descrizione: Da Prato Selva si segue la seggiovia principale (seggiovia Ginestra) . A metà seggiovia si incrocia un evidente sentiero che si ignora proseguendo dritti lungo la seggiovia (segnali rossi e bianchi) , ci si tiene a destra degli impianti e dopo 4 piloni si abbandona la seggiovia seguendo il sentiero CAI 13 (indicato sulle mappe OpenCyclemap come CAI100) che delimita la zona boschiva per poi addentrarcisi aggirando colle Abetone . Raggiunti i pianori dietro il colle si prosegue prima a mezza costa e ad un successivo pianoro si devia a sinistra raggiungendo il rifugio del Monte . Da questo punto è già possibile individuare il Monte Mozzone e il canale di salita . Dietro il rifugio si spalanca imponente il vallone di Fosso del Monte che si risale al centro.

Sin da subito si riesce a distinguere la vetta del Monte Mozzone antistante la bastionata del Monte Corvo, escrescenza più alta della cresta che delimita il Fosso del Monte sulla destra (sinistra orografica). Sotto la vetta si vede evidente il canale che spacca la sottostante zona rocciosa, questo è il canale Neve del Sahara .

Il canale intaglia inizialmente in obliquo da sinistra verso destra passando sotto una zona rocciosa , questo primo tratto non è particolarmente inclinato e conduce direttamente nel cuore del canale nel passaggio chiave dove è presente un breve salto di roccia a 45° il quale, sottoposto a scolo, è spesso ghiacciato e di difficile protezione (bene avere una mezza corda e dei chiodi da roccia oltre a qualche vite da ghiaccio che purtroppo non sempre risulta abbastanza spesso) . Superato il passaggio chiave si giunge nella seconda parte de canale che rimane pendente ma priva di difficoltà eccessive . Seguendo il canale si raggiunge la cresta nei pressi della vetta dove il panorama si apre sul vicino lago di Campotosto . Seguendo l’ultimo breve tratto di cresta si giunge in vetta al Mozzone (2.290mt) .

Per la discesa si percorre a ritroso la cresta senza addentrarsi nel canale bensì rimanendo sul fino per discesa evidente a tratti scoscesa ma priva di pericoli. Si percorre la zona del Colle Andreole per lo più brulla fino a raggiungere la zona boschiva sottostante dove si recupera il sentiero di andata che, seguito a ritroso, conduce nuovamente a Prato Selva.