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venerdì 24 maggio 2019
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VIA ADELMO BRANCADORO

Lunghezza: 11/12Km

Dislivello Complessivo: 900/1000mt, dislivello via 500/600mt

Durata: 6h

Grado di Difficoltà: EEA

Data Ultima Modifica: Aprile 2017

Punto di Partenza: Miniera di Bitume (1716mt) oppure Piano di Racollo bivio per Santo Stefano di Sessanio (1576mt)

Tipo di Percorso: Anello

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Come arrivarci: D’inverno fino a primavera inoltrata (metà aprile) la strada da Assergi è chiusa. E’ quindi preferibile salire dalla più tortuosa strada per Santo Stefano di Sessanio fino allo sbarramento di Campo Imperatore. Sempre meglio informarsi sull’apertura delle strade prima della partenza.
Dalla A24 si prende l’uscita per L’Aquila Est seguendo le indicazioni per Sulmona fino a prendere la SS17 che si segue fino al paese di Barisciano dove si svolta seguendo le indicazioni per Santo Stefano di Sessanio. Da Santo Stefano si sale verso Campo Imperatore fino al lago di Racollo con omonimo rifugio e successivamente al bivio di Campo Imperatore con la SS17bis.

In alternativa sempre dalla A24 si prende l'uscita per Assergi per poi seguire le indicazioni per Fonte Cerreto prima e Campo Imperatore poi (SS17bis), una volta giunti alla piana si supera il bivio per l'albergo di Campo Imperatore e si prosegue dritti fino al bivio su citato.

I possibili punti di partenza sono due:
1)    Piano di Racollo, si parcheggia in prossimità del bivio. Unico punto di partenza possibile quando la strada è chiusa.
2)    Miniera di Bitume, dal bivio si prosegue vs Farindola/Castel del Monte,  dopo circa 7 km (poco prima del Ristoro Mucciante) sulla sinistra si dirama una strada sterrata che porta in direzione delle montagne, la strada, in un primo breve tratto tranquilla, diventa un po' più dissestata. Si supera un bivio svoltando a sinistra andando verso la visibile miniera di Bitume, prima di questa sulla sinistra, in prossimità di un tornante, si parcheggia la macchina. La strada che porta alla miniera di bitume è aperta può esser preclusa al traffico dei veicoli per la salvaguardia della vipera dell'ursini, particolarmente preziosa e rara. Al riguardo meglio prendere precise informazioni presso l'ente che gestisce il parco .

 

Premessa: La via Brancadoro, cosi come la parallela via dei laghetti, è una delle più belle vie di salita al Monte Prena che si snoda nel roccioso e frastagliato  (seppur marcio) versante meridionale del monte. La via si tiene fuori da particolari zone di scolo delle acque piovane, in caso di improvviso mal tempo l'acqua confluisce per lo più nella vicina valle della via dei laghetti da evitare in queste circostanze. Un'idea della portata di fango che può generare il versante può esser data dalla quantità di pietrisco scaricato su Campo Imperatore da questa zona (il ghiaione de “La Canala”).

La via è abbastanza selettiva, per affrontarla è necessario sicuramente un ottimo allenamento e un minimo di esperienza nell'arrampicata, la progressione non richiede una costante arrampicata ma lungo il percorso sono presenti un camino, sulla cresta un passaggio esposto (con spezzone di corda e uno spit dove assicurare meno esperti) e un passaggio breve si placchetta (aggirabile sulla destra con esposizione) che arrivano fino al III grado. L'uso del caschetto è consigliato ed avere con se un moschettone, un imbrago e uno spezzone di corda può esser utile per superare in sicurezza i passaggi critici soprattutto in presenza di persone poco esperte.

Giunti in vetta al Monte Prena la fatica viene ripagata, oltre che dalla bellezza della via di salita, anche dalla magnifica vista sul sottostante Campo Imperatore, su tutto il gruppo del Gran Sasso e sulle limitrofe vette dell'Appennino nonchè sul vicino Adriatico al di là della valle teramana.

 

Descrizione: Dalla Miniera di Bitume: Parcheggiata l'auto nei pressi di un tornante si percorre il sentiero che conduce al diroccato bivacco Lubrano. Si può raggiungere il bivacco aggirando una collina a SO per sentiero che parte proprio dal tornante oppure salendo per il sentiero CAI n.7, lo stesso dal quale si discenderà) fino ad una radura erbosa dalla quale si vedono i ruderi del bivacco, dalla radura si devia a sinistra scendendo nella valle verso il letto sabbioso alle pendici di calanchi neri ai piedi della collina erbosa del bivacco. Giunti al letto sabbioso si devia decisamente verso la sella che divide il Monte Veticoso con le pareti rocciose del Prena seguendo tracce di sentiero. Dalla sella (1870mt) si segue la cresta dove, con targa, è indicato l'imbocco per la via Brancadoro. Sempre dalla Miniera di bitume si può raggiungere l’attacco riscendendo dal parcheggio l'ampio ghiaione de “La Fornaca” per poi risalirlo dal lato opposto. Si traversa alle pendici meridionali del Monte Veticoso fino a raggiungere il ghiaione de “La Canala”, a questo punto si cominciano a intravedere dei segnali gialli e rossi che conducono dentro il vallone. Si segue quest'ultimo fino ad una casetta idrica con due alberelli vicino i quali un ampio canalone indica l'inizio della via Cieri. Si tralascia questa sulla sinistra e dopo aver superato una piccola palizzata si arriva all'inizio della via dei Laghetti (1980mt ca.), si tralascia anche questa e si risale verso la sella e da lì all'attacco della via.

L’avvicinamento dal Piano di Racollo attraversa il lungo pratone di Campo Imperatore (bel paesaggio ma avvicinamento noioso che ruba 1h ca.) passando inizialmente vicino due casette per poi raggiungere il ghiaione de “La Canala” e poi si segue la descrizione su citata.

La via Brancadoro inizialmente alterna facili salti di roccia a salite ghiaiose. Facendo attenzione a seguire i segnali gialli sbiaditi e omini di pietra si giunge ad un ripido, incassato, suggestivo canale molto bello con passaggi di II grado. Usciti dal canale ci si porta in cresta dove, dopo una sella, è presente un passaggio di III grado, una pancia esposta con pochi appigli sotto un tettino sporgente, sono presenti spezzoni di corda e, oltre il passaggio, uno ancoraggio per fissare una corda per eventualmente assicurazione. Per escursionisti poco esperti l'esposizione del passaggio consiglia di avere con se un imbrago, un moschettone e uno spezzone di corda per superare il passaggio in sicurezza.

Superato il passaggio si prosegue sul filo di cresta, si percorrono dei Sali scendi rocciosi fino ad una placchetta con tratto finale di II/III grado aggirabile a destra con passaggio esposto. Magnifico da questo punto il panorama sul vicino Monte Camicia.

A questo punto le difficoltà tecniche sono finite; dopo la placca ci si ricongiunge con la Via dei Laghetti (che risale da sinistra), si prosegue verso nord seguendo la cresta percorrendo il sentiero per ghiaie fino a raggiungere la vetta del Monte Prena (2561mt).

Per la discesa si può scendere per la via normale seguendo un breve tratto di cresta in direzione est (per intenderci verso il Monte Camicia) e si scende prima per il versante settentrionale poi per il vado di Ferruccio.
Altrimenti si può riscendere per una delle vie che riscendono il versante meridionale come la via Cieri o la via dei Laghetti .

 
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