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domenica 09 dicembre 2018
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ANELLO DEI MONTI SIBILLINI SUD

 M.SIBILLA, M.PORCHE, PALAZZO BORGHESE, M.ARGENTELLA,CIMA DEL REDENTORE, CIMA DEL LAGO, M.VETTORE

Lunghezza: 35Km

Dislivello Complessivo: 2500mt

Grado di Difficoltà: EE

Data Ultima Modifica: Luglio 2012

Punto di Partenza: Foce (950mt)

Punto di Arrivo: Foce (950mt)

Tipo di Percorso: Anello

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Come arrivarci: Da Roma si segue lìautostrada A24 e si prende l'uscita L'Aquila Ovest, dopo il casello si svolta sempre a destra in direzione Rieti-Antrodoco e si segue la SS80. Si supera Scoppito, Sella di Corno, Montereale, Fonte  del Campo fino giungere ad Arquata del Tronto. Subito dopo una pompa di benzina si svolta a sinistra (SP89) seguendo le indicazioni per Montemonaco. La strada costeggia il Vettore ad Est e una volta raggiunta una sella comincia a scendere. Prima di giungere al paese di Montemonaco si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Foce.

 

Premessa: Il percorso proposto va alla scoperta della magnifica zona S dei monti Sibillini. Si tratta di un anello abbastanza impegnativo ma dal massimo interesse escursionistico dando la possibilità di salire in vetta a 7 cime (anticime escluse) in soli due giorni e di visitare il più alto lago presente sugli Appennini, il lago di Pilato.
Il lago di Pilato è forse la maggiore attrazione dell'intera escursione in quanto, situato tra le pareti rocciose del Vettore e di Pizzo del Diavolo, è un lago alimentato dalle sole acque di scioglimento delle nevi. Il lago è costantemente sorvegliato e presidiato dalla guardia parco in quanto al suo interno ospita una specie unica al mondo, il Chirocephalus Marchesonii, un piccolissimo crostaceo simile al gamberetto con la caratteristica di tingere di rosa il lago nelle ore del tramonto dando vita ad uno spettacolo unico nel suo genere. Per questo motivo non è possibile né toccare l'acqua né avvicinarsi troppo al lago sulle cui sponde sono presenti le uova di questo minuscolo crostaceo d'acqua dolce.
Il percorso si sviluppa prevalentemente lungo sentieri di cresta; per oltre 20km è possibile godere di viste a 360° che spaziano sulle vicine località, su tutte la magnifica piana di Castelluccio famosa per le magnifiche fioriture primaverili e le lenticchie. Proprio per esser un sentiero di prevalente cresta ci si trova per la quasi totalità esposti ai raggi del sole, precauzioni al riguardo sono fortemente consigliate.
Il casale Argentella più che un rifugio può esser considerato un vero e proprio ricovero di emergenza. Al proprio interno è presente solo una finestrella e un angolo camino, niente più. Tra quattro mura e nessuna brandina il casale può ospitare anche fino a 10 persone sistemate scomodamente a terra, è consigliabile portare una tenda per bivaccare nelle vicine radure. La vicinanza con la Fonte delle Fate semplifica di non poco i rifornimenti d'acqua per il pernotto e il secondo giorno di escursione.
La difficoltà del percorso è varia. Se si decide di salire in vetta a tutte le cime, senza saltarne nemmeno una e senza privarsi dei vertiginosi affacci del Pizzo del Diavolo l'escursione può risultare impegnativa, sicuramente dal punto di vista fisico, ma anche per i meno esperti e abituati dal unto di vista psicologico con passaggi leggermente esposti e rocciosi. Se si evitano alcune tra le cime (tra cui Palazzo Borghese, Pizzo del Diavolo) il percorso risulta più semplice e leggermente faticoso ma comunque impegnativo per le lunghe distanze percorse e l'elevata escursione altimetrica.
Infine, ma non per ultimo, merita una piccola menzione il Vettore, vetta più alta del gruppo.

 

I GIORNO: Foce-M.Sibilla-M.Porche-Palazzo Borghese-Casale Argentella

Lunghezza: 17,5Km

Dislivello della Tappa: 1600mt (-600)

Durata: 7h

Grado di Difficoltà: E+

Descrizione: Da Foce si esce dal paese tornando leggermente indietro verso N su strada asfaltata fino ad incrociare, dopo 200mt, sulla sinistra una strada sterrata che risale per radure e per boschi lungo il Fosso di Zappacenere. Tralasciato a destra un bivio si prosegue dritti per sentiero sassoso e a tratti ripido che si immerge nel bosco.
Usciti dal bosco il sentiero si fa meno evidente fino ad incrociare un sentiero ben battuto in prossimità di Fonte dell'Acero (1650mt ca.). Si prosegue seguendo le tracce poste dietro la fonte che si immergono in una radura e piano piano deviano a NNE in direzione dell'evidente taglio a Z della strada sterrata posta proprio al di sotto del monte Sibilla. Raggiunta la strada si risale fino in cresta. Alla sella è possibile lasciare gli zaini e giungere con qualche salto di roccia in vetta al roccioso e appuntito monte Sibilla (2173mt).
Tornati alla sella si prosegue lungo il filo di cresta per evidente sentiero che sale dapprima sulla Cima Vallelunga (2221mt) e successivamente im vetta al monte Porche (2233mt) punto più alto della prima giornata. Da monte Porche ci si butta giù per il crinale S in direzione dell'evidente sentiero che a mezza costa devia in direzione del roccioso Palazzo Borghese (2119mt).
Da Palazzo Borghese si percorre a ritroso un breve tratto e ci si dirige a S superando il passo di Sasso Borghese e puntando verso il monte Argentella (2200mt) raggiungibile percorrendo il filo di cresta. Dalla vetta si scende il versante occidentale fino ad incrociare un primo sentiero (alto). Per raggiungere il casale Argentella è però necessario cercare più in basso rispetto al sentiero alto. Il casale è infatti situato dietro un colle e ha una magnifica vista sulla piana di Castelluccio (2002mt). Nelle vicinanze del casale è presente Fonte delle Fate.
Al Casale Argentella o nelle sue vicinanze è possibile pernottare.

 

II GIORNO: Casale Argentella-C.del Redentore-M.Vettore-Lago di Pilato-Foce

Lunghezza: 17,5Km

Dislivello della Tappa: 900mt (-1900mt)

Durata: 7h

Grado di Difficoltà: E+/EE

Descrizione: Dal casale Argentella si prende il sentiero in direzione della fonte delle Fate e la si supera seguendo l'agevole sentiero che porta fino a forca Viola (1936mt). Si prosegue in direzione S risalendoil versante opposto della sella per sentiero a zig zag che percorre in costante ma non faticosa salita il versante occidentale della cresta fino a salire sul filo in prossimità della Cima del Redentore che si raggiunge facilmente (2448mt). Secondo dicerie popolari sembra vi sia una diatriba sul vero nome della vetta, difatti alcuni considerano la Cima del Redentore come il Vettore.
Dalla Cima del Redentore è possibile lasciare gli zaini e raggiungere per una cresta a tratti esposta il vicino e roccioso Pizzo del Diavolo (2410mt) punto di fuga di alpinisti alle prese con le verticali e imponenti pareti che salgono dalla valle.
Tornati in vetta al Redentore si prosegue verso S percorrendo le creste che dapprima conducono sulla Cima del Lago (242mt) da dove si ha una bella vista sul sottostante lago, e successivamente si scende decisamente fino alla sella delle Ciaule dove è situato il Rifugio Zilioli (2240mt).
Dalla sella è possibile proseguire (anche senza zaini) lungo il più ospitale crinale del Vettore che per facile sentiero è facilmente raggiungibile (2476mt). Dalla vetta è possibile proseguire lungo la cresta N ma nel percorso proposto si consiglia di ridiscendere fino alla Sella delle Ciaule per poter poi continuare nella discesa, per sentiero prima erboso poi ghiaioso, fino al lago di Pilato (1949mt, il lago più alto degli Appennini).
Dal lago si prende il sentiero in discesa in direzione N che si butta diretto nella magnifica valle a V di Lago di Pilato. Il sentiero è inizialmente agevole ma una volta immerso nel bosco si presenta più ripido e scivoloso. Facendo attenzione si riesce ad uscire dalle gole fino a raggiungere un'area pic-nic e successivamente la Sorgente dell'Aso e Foce.

 
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