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domenica 09 dicembre 2018
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MONTE AMARO, CIMA DELLE MURELLE

Lunghezza: 27,5 Km

Dislivello Complessivo: 2200 mt

Grado di Difficoltà: EE+/EEA

Data Ultima Modifica: Agosto 2011

Punto di Partenza: Blockhouse – Rifugio Bruno Pomilio (1980mt)

Punto di Arrivo: Blockhouse – Rifugio Bruno Pomilio (1980mt)

Tipo di Percorso: Anello

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Come arrivarci: Dalla A25 si prende l'uscita Alanno-Scafa. Si svolta a destra e si seguono le indicazioni per Lettomanopello. Giunti al paese si oltrepassa questo seguendo le indicazioni per la località sciistica di Passo Lanciano. Arrivato al centro di Passo Lanciano si segue la strada di destra che risale la Majelletta fino ad un primo sbarramento (strada a transito limitato) che si può inizialmente superare fino al km 18,9 dove è presente il Rifugio Pomilio.

 

Premessa: La Majella non è la montagna più alta degli Appennini ma sicuramente è il massiccio più imponente del centro Italia. Infatti la lunga dorsale che si estende da Nord verso Sud offre l'alta via più lunga e più alta di tutto l'Appennino. Per questo motivo, anche se i percorsi sono tecnicamente alla portata di tutti le distanze e le altitudini richiedono un buon allenamento e un'altrettanto buona tempra mentale.
Il Monte Amaro è la vetta più alta della Majella e dalla cima si possono scorgere magnifici panorami sulle montagne vicine e sul mar Adriatico. La presenza del bivacco Pelino sulla vetta permette di smorzare a metà l'escursione al Monte Amaro che, se fatta in un'unica giornata andata e ritorno, risulterebbe estremamente impegnativa.
Lungo il sentiero di ritorno si propone una deviazione dal sentiero n.1 del parco per raggiungere la Cima delle Murelle, una vetta non tra le più elevate del gruppo m,a sicuramente tra le più impegnative e soddisfacenti. Il sentiero 5 di discesa dalla vetta è abbastanza impegnativo e prevede un passaggio in un punto molto esposto ma tecnicamente non particolarmente difficile dove è presente un cavo di acciaio e qualche catena da usare per aiutarsi nella progressione.
La Majella, data la sua estensione, conserva un ambiente di flora e fauna tra i più vari e nutriti del centro Italia; non è difficile incontrare branchi di Camosci o di vedere Stelle Alpine, per non parlare dello spettacolo che si può gustare dalla vetta del tramonto dietro le montagne e dell'alba sul Mare.
Piccola accortezza nel bivaccare al Pelino sta nel fare una telefonata o mandare una mail al CAI di Sulmona (o in alternativa al CAI di Guardiagrele o all'Ente parco) per sapere se altre persone hanno preventivato di bivaccare in vetta. Non è raro, soprattutto nei week end estivi, di trovare il bivacco (10 posti letto) tutto occupato. In caso è necessario raggiungere il vicino Rifugio Manzini (30m di cammino) dotato anche di acqua corrente e camino.

 

PRIMO GIORNO: Rifugio Pomilio - Monte Amaro

 

Lunghezza: 12Km

Dislivello della Tappa: 1350mt (-500mt)

Durata: 5h 30m

Grado di Difficoltà: EE

 

Descrizione: Dal rifugio Bruno Pomilio (1980mt) si segue la strada che risale il crinale per circa 2Km fino ad una bacheca di legno dove finisce la strada e diparte a sinistra di questa un sentiero che segue a mezza costa il susseguirsi di verdi montagnette tra cui anche il Monte Cavallo (2171mt). Lasciato sulla sinistra orografica il sentiero 4 si prosegue sempre in cresta fino a raggiungere una fontanella alla Sella di Acquaviva. Da qui si prosegue dritto comnciando a risalire per tratti sempre più ripidi il crinale facendo attenzione a seguire il sentiero 1, il più a destra di tutti, tralasciando sulla sinistra prima il sentiero che conduce al bivacco Fusco e successivamente il sentiero che proviene dallo stesso bivacco. Da questo punto si giunge comodamente in vetta al Monte Focalone (2676mt) da dove partono i sentieri che conducono sulla Cima delle Murelle e sul Monte Acquaviva.
Dal Monte Focalone è ben visibile il Monte Amaro e il sentiero da percorrere per raggiungerlo. Si prosegue verso Sud e comincia una serie di saliscendi che portano prima sulla cima Pomilio (2656m) per poi riscendere leggermente verso la sella dei Tre Portoni dove si attraversano dei tratti leggermente rocciosi ma non difficili fino a scavallare su una pianura dove sono presenti molti ometti di pietra che indicano la strada per giungere fino in vetta che sebbene sembri vicina è ancora abbastanza lontana. Infatti l'agevole sentiero dapprima si allarga molto fino a raggiungere quasi gli affacci sul versante occidentale dell'Amaro e successivamente sale dritto verso la vetta che si raggiunge facilmente.
Sulla vetta si trovano i ruderi del vecchio rifugio in pietra Vittorio Emanuele II e il nuovo Bivacco Pelino sempre aperto. Nel caso vi sia necessità (spesso il bivacco Pelino è colmo di persone, soprattutto nei fine settimana estivi) in mezz'ora di tempo è possibile raggiungere il Rifugio Manzini, meno suggestivo ma più grande, più ospitale e con acqua corrente e camino. Per raggiungerlo si scende leggermente dalla vetta per il sentiero appena percorso per poi staccarsi e tenersi a destra sul filo di cresta dove sono ben visibili diversi tracciati di sentieri che si ricongiungono in uno solo che scende dritto verso la sella sottostante (2600mt ca.), da qui si prosegue nella discesa mirando direttamente verso il rifugio.

 

 

SECONDO GIORNO:Monte Amaro - Cima delle Murelle - Rifugio Pomilio

 

Lunghezza: 15,5Km

Dislivello della Tappa: 850mt (-1700mt)

Durata: 7h

Grado di Difficoltà: EE+/EEA

 

Descrizione: Dalla vetta del Monte Amaro si percorre a ritroso il sentiero percorso il primo giorno fino al Monte Focalone da dove si devia a destra (est) seguendo evidenti omini di pietra fino a vedere il maniera netta la sella che conduce alla Cima delle Murelle. Si scende per ghiaie facendo attenzione a prendere il sentiero giusto e giunti sulla sella si comincia a risalire il crinale inizialmente comodo e successivamente più roccioso con facili passaggi di roccia. In poco più di un'oretta dal Monte Focalone si raggiunge la cima (2598mt).
Dalla vetta si scende per il sentiero 5 che parte direttamente dalla vetta in direzione dell'anfiteatro. In questo primo tratto bisogna prestare attenzione a seguire correttamente il sentiero (prestare attenzione alla segnaletica e agli omini di pietra) che ripidamente ma senza particolari difficoltà tecniche giunge fino al cuore dell'anfiteatro. Da questo punto la traccia diviene più evidente e a tratti più agevole. Si scende lungo l'anfiteatro sulla sinistra orografica passando sotto una parete rocciosa fino a giungere in un tratto molto esposto dove sono presenti cavi di acciaio e catene. Il passaggio non è tecnicamente difficile ma è esposto a 1000mt di vuoto della Valle dell'Inferno, che si lascia ammirare da questo punto in maniera spettacolare.
Superato il breve tratto esposto ci si immerge in un fitto bosco di pini mughi entro cui proseguire per ca. 1km prima di ricongiungersi al sentiero n.1 all'atezza della Sella di Acquaviva dove è presente la fontana.
Da qui si percorre a ritroso il sentiero del primo giorno fino ad arrivare nuovamente al Rifugio Pomilio.

 
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