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domenica 09 dicembre 2018
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FERRATA DANESI AL CORNO PICCOLO

Lunghezza: 6Km

Dislivello Complessivo: 900 mt

Durata: 5h 30m

Grado di Difficoltà: EEA

Data Ultima Modifica: Agosto 2011

Punto di Partenza: La Madonnina (2030mt) – Prati di Tivo

Punto di Arrivo: La Madonnina (2030mt) – Prati di Tivo

Tipo di Percorso: Anello

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Come arrivarci: Dalla A25 si prende l'uscita San Gabriele – Colledara e si seguono le indicazioni per Montorio al Vomàno (SP491). Raggiunto e superato il paese si prosegue lungo la SS80 in direzione L'Aquila, ci si addentra nella rocciosa Valle del fiume Vomano dove sulla sinistra è presente il bivio per Pietracamela. Si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per per i Prati di Tivo che si raggiungono superando il paese montano di Pietracamela.

 

Premessa: La ferrata Danesi, aperta nel 1926 da Ernesto Sivitilli, Igino Panza, Bruno Marsili e Armando Trentini, è una delle vie di ascesa al Corno Piccolo più frequentata, sia per la sua bellezza sia per l'ottimale stato in cui si verte. Infatti la ferrata è stata completamente risistemata nel 2003 e garantisce agli escursionisti la massima sicurezza.
Per affrontare la via sono indispensabili le attrezzature da via ferrata (imbrago, caschetto e set da via ferrata) senza le quali risulta pericoloso affrontare i verticali, a volte anche esposti, passaggi attrezzati. Tuttavia, ad esclusione di qualche passaggio esposto sulle creste, la via è percorribile anche da persone alle prime armi con le vie ferrate. Ad ogni modo è sempre bene stare attenti a seguire alla perfezione i segnali, il Corno Piccolo è molto roccioso e molto esposto. Perdere i segnali potrebbe significare ritrovarsi in grossi guai.
Magnifica la vista dalla vetta che offre uno scorcio unico sul vicino Corno Grande e su tutta la valle teramana con viste anche fino al mar Adriatico.
La discesa per la via normale non presenta particolari difficoltà rispetto la via Danesi, ma rimane comunque la via normale di salita più difficile di tutto il Gran Sasso. Se si affronta il percorso nei week end estivi si deve mettere in conto di incontrare moltissime persone lungo il sentiero di salita al Franchetti e probabilità di incontrarne altre lungo la ferrata.
Il Corno Piccolo grazie alla sua conformazione rocciosa è la palestra dell'alpinismo del centro Italia. Non è raro incontrare sulle sue pareti verticali alpinisti intenti a scalare placche, diedri o torrioni verticali.

 

Descrizione: Dai Prati di Tivo si prende la funivia fino alla Madonnina (2030mt ca., il biglietto per salire e scendere in giornata costa 10€) da dove si gode uno scorcio magnifico sulle pareti orientali del Corno Piccolo e sull'immensa parete meridionale del Corno Grande nonché sulla sottostante vallata teramana. Si segue il sentiero 3 con segnavia bianco-rosso che risale il Vallone delle Cornacchie in direzione del Rifugio Franchetti visibile ad inizio escursione su uno sperone roccioso a metà del Vallone. Il sentiero non presenta particolari difficoltà ad esclusione di un tratto leggermente esposto attrezzato con corda fissa (la corda è presente solo per sicurezza, si può anche affrontare il passaggio senza utilizzarla). Raggiunto il rifugio si prosegue per evidente sentiero lungo i ghiaioni che conducono alla Sella dei Due Corni, si tralascia sulla sinistra il sentiero che sale alla via Normale del Corno Grande e si prosegue in direzione dei pinnacoli rocciosi del Corno Piccolo (le Fiamme di Pietra).
Dalla Sella dei Due Corni si scende nel Vallone dei Ginepri costeggiano le Fiamme di Pietra e il Campanile Livia. In corrispondenza di un masso sono ben visibili le indicazioni per la ferrata Danesi che con bollini gialli e rossi aggira a nord le Fiamme di Pietra e si addentra canale Danesi. Inizialmente il sentiero risulta agevole fino ad un forcellino che conduce tra la Torre Cicchetti e la Prima Anticima S del Corno Piccolo. Qui è presente la prima rampa attrezzata con corde fisse e scalette. Dopo aver superato il primo tratto ferrato si passa in uno stretto buco sotto un masso (il masso è aggirabile sulla sinistra, passaggio di III grado). Dopo questo passaggio si giunge in cresta dove si prosegue sul versante E seguendo i segnali. Si superano due brevi tratti esposti e si affronta un nuovo tratto ferrato. Concluso questo, si prosegue sempre per cresta fino ad intravedere la vetta che per mezzo di una corda fissa si raggiunge agevolmente (2655mt).
Per la discesa si segue la via Normale .

 
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