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mercoledì 23 gennaio 2019
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Orientamento, Topografia PDF Stampa E-mail

Sapersi orientare in montagna è fondamentale per qualsiasi escursionista, esperto o meno. Ci possono essere delle situazioni in cui, anche se si conosce il percorso, non si riescono ad individuare punti di riferimento, è in questi casi che è bene conoscere qualsiasi metodo per sapersi orientare.

E’ inutile dire che è basilare conoscere i punti cardinali per sapere con precisione dove stiamo andando.

Quando si decide di affrontare un percorso è importantissimo avere con se una cartina topografica, anche se si conosce il percorso è possibile trovarsi in situazioni in cui ci si vede costretti a dover cambiare itinerario ed in questi casi si deve avere una cartina per studiare un’alternativa.

Inoltre il percorso da affrontare va analizzato preventivamente in modo da conoscerne le caratteristiche nei minimi dettagli. Le cartine topografiche sono cartine che permettono di fare questo studio preventivo perché descrivono tutte le caratteristiche del territorio. Le salite e le discese vengono disegnate con linee parallele.

DepressioneCollinaNelle due figure qui vicino si può vedere come vengono rappresentate colline e depressioni su una cartina topografia, ogni linea rappresenta 25metri di dislivello e ogni 3 righe ce n’è una più scura delle altre che rappresenta il centinaio di metri.

Più le linee sono ravvicinate più la salita o la discesa è ripida, nei punti in cui le linee sono molto distanziate significa che l’escursione altimetrica è distribuita su una lunga distanza.

Insieme alle linee che disegnano il territorio in una cartina topografica si possono trovare moltissimi simboli o segnaletiche che rappresentano ognuno qualcosa.

L’elenco della segnaletica è la seguente:

Segnaletica

Cartografia

Infine su qualsiasi cartina topografica ci sono dei quadrati che identificano i chilometri in linea d’aria, ogni quadrato è un chilometro quadrato, questo vale per tutte le cartine a prescindere dalla scala con la quale sono disegnate. Infatti non tutte le cartine rappresentano il territorio con lo stesso grado di dettaglio. Leggere una cartina con scala 1:25000 significa che ad ogni centimetro della cartina ne corrispondono 25000. E’ dunque evidente che una cartina con scala 1:25000 è migliore nel dettaglio di una cartina con scala 1:50000.

Quando si studia un percorso bisogna stare attenti a non confondere la distanza in linea d’aria con la distanza effettiva perché questo porterebbe ad errate stime della distanza da percorrere. Ad esempio un percorso che in linea d’aria misura 3 chilometri ma prevede un’escursione altimetrica di 100 metri è più breve di un percorso che misura in linea d’aria 2 chilometri ma prevede 1200 metri di dislivello! La distanza in montagna non può essere misurata in linea d’aria ma bisogna studiare il dislivello altimetrico, la composizione del terreno (sentiero battuto, percorso alpinistico…) e il tragitto del percorso.

 

Saper leggere, interpretare e studiare una cartina topografica è importante ma non ci si può affidare totalmente ed esclusivamente a quanto scritto su carta. C’è da considerare che spesso le cartine indicano la presenza di un percorso segnato che nella realtà non è facile da seguire a causa della segnaletica non recente, oppure è possibile che la cartina non sia aggiornata e che il sentiero che è segnato sulla cartina non esiste più o è stato modificato. Per quanto riguarda questo punto può essere utile leggere la datazione della cartina topografica, anche nel momento in cui si va ad acquistarla è sempre meglio prenderne una abbastanza aggiornata. In generale per esser sicuri della bontà della cartina topografica è sempre meglio trovare (su internet) il numero dell’ente gestore del parco e chiedere la veridicità delle indicazioni. Altra cosa da chiedere oltre l’esistenza effettiva dei percorsi è la presenza di acqua nelle fonti/sorgenti indicate. Capita spesso che queste siano asciutte o meno a seconda della stagione in cui si decide di affrontare il percorso. E’ quindi molto utile avere la certezza su tutte le caratteristiche del percorso prima ancora di affrontarlo ed è consigliato portare con se i numeri utili per qualsiasi tipo di emergenza (numero dell’ente gestore del parco, numero del soccorso alpino, numero della guardia forestale 1515, numero del 118).

Ora c’è da fare un’ultima ma fondamentale considerazione. Se sappiamo leggere una cartina topografica e ne abbiamo verificato la bontà, come facciamo ad orientarci effettivamente in montagna se non siamo capaci di identificare il Nord?

A questo si può porre rimedio in diversi modi. Lo strumento più utile che risolve qualsiasi dubbio in materia è la bussola. La bussola, indicante sempre il Nord magnetico, ci permette di orientarci anche in situazioni estreme nelle quali (ad esempio) ci si può trovare in un banco di nebbia e non si ha alcuna possibilità di prendere visivamente dei punti di riferimento.

Se non si è in possesso di una bussola ci si può orientare grazie al cielo. Infatti, sia di giorno sia di notte è possibile stabilire quale sia il Nord alzando il naso al cielo.

Di giorno ci si può orientare con il movimento del sole, infatti il sole sorge ad Est e tramonta ad Ovest quindi in base all’ora in cui ci si trova si può stabilire l’Est o l’Ovest. Nelle ore mattutine il sole è posizionato verso Est cioè oriente, viceversa nelle ore pomeridiane il sole è spostato verso Ovest cioè ad occidente.

Orsa Maggiore

Di notte l’orientamento verso il Nord viene dato dalla stella più luminosa della volta celeste cioè la Stella Polare che fa parte della costellazione dell’Orsa Minore. Per quanto sia la stella più luminosa non è sempre facile da individuare. Per poterla trovare si deve far riferimento a due costellazioni, molto brillanti, che si trovano ai lati opposti della Stella Polare. Queste costellazioni sono l’Orsa Maggiore e Cassiopea. Durante la rotazione della sfera celeste (in realtà è la Terra a ruotare), anche queste costellazioni descrivono un cerchio attorno al polo celeste. A seconda dell'ora della notte e a seconda del giorno dell'anno, l'una o l'altra di queste due costellazioni si troverà bassa all'orizzonte e appena visibile, o addirittura invisibile sotto l'orizzonte. Ma, in questa condizione, l’altra costellazione sicuramente sarà bene alta nel cielo, dove sarà facilmente visibile.Cassiopea

L'Orsa Maggiore (detta anche Grande Carro) è composta da 7 stelle disposte a formare la figura di un carro con un timone ricurvo, prendendo in considerazione le stelle anteriori del carro si immagina una linea che le congiunge, la si prolunga verso l’alto e si raggiunge la Stella Polare ad una distanza pari a cinque volte quella tra le due stelle anteriori del carro.

Cassiopea invece è una costellazione composta da 5 stelle disposte a forma di W, la Stella Polare si trova sopra la V di sinistra. Se si traccia una linea che divide a metà l’angolo di quella V e si prosegue lungo di essa si giunge nelle vicinanze della stella Polare.

Questo ragionamento, ovviamente, vale esclusivamente se ci troviamo nell’emisfero Boreale del pianeta. Nell’emisfero Australe tutte le costellazioni cambiano e quelle che siamo abituati a vedere scompaiono, è quindi Croce del Sudimpossibile identificare il Nord cercando la Stella Polare. Nell’emisfero Australe molti pensano che la Croce del Sud sia quello che l'Orsa Minore è per l’emisfero boreale, e cioè che indichi il polo celeste. Ma non è così, perché la costellazione si trova un po' distante dal polo e in realtà l'emisfero Australe non ha una stella brillante che lo indichi. Tuttavia, proprio per la mancanza i una stella che indichi il polo celeste, la Croce del Sud può orientativamente indicare il Sud. Tracciando una linea tra due delle stelle della Croce del Sud (Alpha e Gamma, rispettivamente Acrux e Gacrux) si può trovare il polo Sud celeste che è situato approssimativamente a 4,5 volte la distanza tra le due stelle.

Un altro semplice metodo per identificare il Nord può essere applicato quando ci si trova nei boschi. Infatti sul tronco degli alberi tende a crescere del muschio, questo cresce solo un ambienti umidi e poco esposti al sole. La parte del tronco che sta meno di tutte esposta al sole è al parte rivolta verso il Nord e quindi guardando il muschio sui tronchi degli alberi è possibile individuare il Nord. Anche in questo caso la situazione si ribalta se ci troviamo nell’emisfero Australe dove il muschio è meno esposto al sole verso Sud quindi ci indicherà il Sud invece che il Nord.

In linea generale la cosa migliore per orientarsi in montagna è riuscire a stabilire dei punti di riferimento visivi. Fermarsi di tanto in tanto, prendere la cartina e identificare tutte le zone che ci circondano aiuta di gran lunga ad orientarsi nel territorio, questo ci permette inoltre di rapportare visivamente nella realtà quanto letto sulla cartina.

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