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martedì 18 dicembre 2018
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MONTE SIRENTE

Lunghezza: 20Km

Dislivello Complessivo: 100m

Durata: 9h

Grado di Difficoltà: E+

Data Ultima Modifica: Maggio 2010

Punto di Partenza: Rovere (1350m)

Punto di Arrivo: Rovere (1350m)

Tipo di Percorso: Andata e ritorno

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Come arrivarci: Dall'autostrada A25 Roma – Pescara si prende l'uscita Celano. Superato il paese si proseguire per Ovindoli che si raggiunge dopo 19 km. Valida anche l'uscita di Magliano dei Marsi, per chi proviene da Roma, transitando per Massa d'Albe, Forme, Santa Iona, fino ad incrociare la strada che sale ad Ovindoli. Dal casello di Magliano dei Marsi circa 27 km.
Da Ovindoli si prosegue lungo la SR5bis fino a raggiungere la località di Rovere, appena superato il cartello di benvenuto si svolta a sinistra e nuovamente subito a sinistra fino ad arrivare al campo da calcio dove c'è una fonte e da dove parte il sentiero.

 

Premessa: Il Sirente è una lunga e inclinata dorsale orientata da NO a SE che si sviluppa per 20 km circa e appare in parte distaccata dal gruppo del Velino, rimanendo più isolata verso est, spesso ciò induce ad affrontare i due gruppi separatamente. L'altipiano delle Rocche, che separa il Velino dal Sirente, era una volta un lago d'alta quota racchiuso in una cerchia di monti.
La caratteristica fondamentale del Sirente è la forte differenza che esiste fra i due versanti della montagna. Quello nord est è una lunga parete aspra e rocciosa, di aspetto dolomitico, alta circa 700 metri, che presenta lingue glaciali. Il versante sud ovest è invece dolce sia verso la Conca del Fucino che verso l'altipiano delle Rocche. E' difficile trovare in Appennino una montagna che presenta due lati opposti così diversi. La diversità è talmente evidente fra i due lati della montagna che l'escursionista, che proviene in autostrada da Roma, abituato alle dolci e arrotondate forme del Sirente, viste dalla Piana del Fucino, stenta a riconoscerlo quando si supera la galleria autostradale e si ridiscende verso Sulmona. Il Sirente, per la sua posizione centrale nell'Appennino, è molto panoramico specie verso la Majella e può riservare, in condizioni particolari, lo spettacolo della vista dei due mari.
Il percorso proposto prevede il passaggio per il Rifugio La Vecchia, probabilmente il più bel rifugio di tutto l'Appennino e per questo meritevole d'esser quantomeno visitato. Costruito nel 1993 da privati il rifugio non è gestito e la sua manutenzione è curata da pochi volontari privati i quali raccolgono le offerte che vengono lasciate nella cassetta all'interno del rifugio. Fino a poco tempo fa in pochi conoscevano la sua esistenza ma la costruzione del rifugio di Mandra Murata (situato a 50m) e la ristrutturazione della segnaletica del parco l'hanno reso facile da raggiungere.
Scalare il Sirente seguendo questo percorso è molto provante soprattutto per chi lo percorre per la prima volta. Difatti sebbene non vi siano tratti particolarmente ripidi, la lunghezza del percorso insieme alla presenza di tante piccole anticime temprano la pazienza e la resistenza psicologica dell'escursionista il quale ha spesso la sensazione di essere giunto in vetta ma si vede continuamente costretto a ricredersi, per questo motivo la difficoltà del percorso è data E+.

 

Descrizione: Dal campo di calcio parte un sentiero (segnavia rosso-bianco n.14) che risale per ampi prati il costone della montagna. Le creste del Sirente sono ancora nascoste, è quindi importante seguire le indicazioni e i segnali per non perdere l'orientamento. Dopo meno di 15m di cammino si arriva ad un incrocio di sentieri, si prosegue dritti per il sentiero 14 (anche segnato come Sentiero Italia oppure Altavia n.1) e si comincia a camminare nel bosco. Si supera una steccionata fino a che il sentiero comincia a farsi più ripido. Dopo essersi immersi nel bosco e aver costeggiato un costone roccioso con scritte rosse e grigie indicanti “rifugio” si giunge al bivio dei sentieri 14F e 14. Si svolta a sinistra seguendo il sentiero 14F che risale immerso nel bosco, supera un fontanile di abbeveramento animali e porta sulle ampie e panoramiche creste dalle quali si dominano i sottostanti pratoni del Sirente. Proseguendo lungo la cresta facendo attenzione ai segnali e ai cumuli di pietre innaturali (omini di pietra o dolmen) si arriva a scorgere il rifugio di Mandra Murata. Dal rifugio di Mandra Murata sono ben evidenti le indicazioni per il rifugio La Vecchia che è situato a meno di 50m dal primo in direzione OSO (2h 15m ca.).
Dal rifugio si torna indietro fino a raggiungere nuovamente il rifugio di Mandra Murata dal quale si scorgono i sentieri 14F (proveniente da Rovere) e 14E che si incrociano. Si segue in direzione Sud il sentiero 14E che riscende un valloncello fino a ricongiungersi con il sentiero 14 circa 30m di dislivello più in basso, il sentiero proviene anch'esso da Rovere ma va preso in senso opposto cioè in direzione SO risalendo la montagna inizialmente per piccoli avvallamenti uniti gli uni agli altri da piccole selle lungo le quali scorre il sentiero. Dopo un paio di chilometri e meno di un'ora di cammino (2000m ca.) si giunge all'incrocio tra sentiero 14 e sentiero 14D che riscende al Vallone dei Puzzilli dove è presente la Fonte della Valle. Si tralascia sulla destra il sentiero 14D e si prosegue lungo il 14 che comincia ad attraversare avvallamenti più ampi e zone più rocciose fino ad avvicinarsi in prossimità della cresta in un tratto un po' più ripido superato il quale è possibile scorgere in lontananza la vetta del Sirente (2348m) che può essere facilmente raggiunta seguendo la panoramica cresta (5h 30m ca. di cammino).
Dalla vetta si ripercorre a ritroso il sentiero percorso all'andata oppure si può evitare di tornare al rifugio La Vecchia percorrendo per intero il sentiero 14 senza deviazioni per poi ritrovarsi nel mezzo del bosco al bivio iniziale incontrato all'andata al quale si aveva svoltato per seguire il 14F.

 
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