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Erik Wehienmayer è un alpinista che ha scalato alcune delle cime più alte e impervie del mondo tra cui McKinley (1995), Kilimanjaro (1997), Aconcagua (2000), Vinson Massif (2001), Everest (2001), Elbrus (2002), Kosciusko (2002). Tra le sue attività compaiono anche molti altri sport e molte altre imprese, tutte cose ambiziose e difficoltose per qualsiasi persona, in particolar modo per lui. Erik weihenmayer è cieco.
La sua storia, che lui stesso racconta nel suo libro "In vetta a occhi chiusi", ha fatto il giro del mondo ed oggi non è solo simbolo di un grande alpinista o un grande sportivo ma è simbolo di un grande uomo che ha deciso di percorrere una strada che possa essere da guida a chiunque, comprese le persone che vedono benissimo. Erik vuole "insegnare qualcosa alle persone che sono intorno a lui, nè con le parole, nè con le intenzioni, ma con le azioni".
A pochi mesi Erik comincia ad avere dei problemi alla vista, all'età di tre anni gli viene diagnosticata la retinoschisi, malattia degli occhi che lo renderà completamente cieco all'età di 13 anni. E' solo dopo aver perso la vista che Erik Weihenmayer entra in contatto con il mondo della montagna, scopre così "che arrampicarsi goffamente su sentieri pieni di sassi o trascinarsi su ghiacciai aveva un significato molto più profondo di quel che avesse immaginato". Erik Weihenmayer è oggi un simbolo per chiunque, oltre alle attività sportive sè anche un insegnante, istruttore e motivatore di gruppi di lavoro e di aziende, con ottimi risultati. E' anche scrittore e i suoi libri "In vetta a occhi chiusi" e "Touch the top of the world" sono volumi capaci di arricchire ogni persona, alpinista o meno. A lui e alla sua storia è stato dedicato anche un film, "In cima al mondo". Per conoscere meglio Erik Weihenmayer è disponibile su youtube questo video.
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