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domenica 09 dicembre 2018
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MONTE SIRENTE

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Lunghezza: 19Km

Dislivello Complessivo: 1000m

Durata: 9h (salita 4h 30m, discesa 4h 30m)

Grado di Difficoltà: E+

Data Ultima Modifica: Maggio 2009

Punto di Partenza: Val d'Arano (1330m) - Ovindoli

Punto di Arrivo: Val d'Arano (1330m) - Ovindoli

Tipo di Percorso: Anello

 

Come arrivarci: Dalla A25 si prende l'uscita Celano-Aielli, si seguono le indicazioni per Celano e Ovindoli. Superato Celano si segue lungo la ss696 fino ad Ovindoli. Quasi alla fine del paese si svolta a destra in direzione della val d'Arano, si supera un quadrivio, si supera un ranch e si giunge fino alla fine della strada sterrata dove si parcheggia in prossimità di un ponte.

 

Premessa: Il percorso è estremamente bello e vario ma altrettanto impegnativo. L'elevato dislivello e la sua lunghezza incidono in maniera non indifferente sulla faticosità e anche la leggera difficoltà in alcuni tratti a seguire la segnaletica porta il suo contributo. Tuttavia i terreni che si incontrano sono molto vari (strada bianca, sentiero, prato, cresta, sottobosco) e la presenza lungo la salita e la discesa di fonti d'acqua allevia dal peso di tante borracce e dalla fatica dando la possibilità di rinfrescarsi e di fare una sosta.
Il Sirente è un magnifico monte dell'appennino centrale ubicato proprio al centro di esso, per questo motivo l'escursionista che arriva in cima può ammirare tutte le principali catene montuose del centro Italia quali Velino, Gran Sasso, Majella, Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Monte Ernici, Monti Simbruini senza considerare la visione da prima fila della Piana del Fucino. La conformazione della montagna è unica nel suo genere, infatti il Sirente ha due volti, quello sud occidentale che lo vede come una montagna dall'ascesa lunga ma pacata accompagnata da magnifici prati alternati a collinette, quello nord orientale invece che lo vede come una montagna rocciosa, ostile, che offre solo salite immediate su ripidi pendii immersi in valloni glaciali. Dalla lunga cresta l'affaccio su questi canaloni (dalla vetta si può ammirare il sottostante canale Majori) è a dir poco suggestivo.
La segnaletica è buona lungo tutto il percorso, gli unici piccoli problemi si possono avere nel tratto di discesa in cresta dove i segnali si alternano ad omini in pietra e se non si fa abbastanza attenzione ci si può staccare dal sentiero abbassandosi più del dovuto.
Il periodo consigliato per affrontare l'escursione è quello primaverile in maniera da poter godere di magnifici prati fioriti di alta quota, inoltre la presenza di nevai residuali (in particolare sul versante roccioso del monte) rende la montagna più colorata e anche più ricca d'acqua. A tal riguardo è consigliato avere con se molta acqua soprattutto nelle calde giornate estive.

 

Descrizione: Nei pressi del luogo dove si parcheggia la macchina è presente un cartellone e dei segnali che indicano l'inizio dei sentieri che da quel punto dipartono (Sirente e Gole di Celano). Sulla sinistra del cartellone c'è un ponte, sul bordo di questo è presente il segnale bianco-rosso numero 13 che indica l'inizio del sentiero. Si segue il sentiero 13 su strada bianca, dopo 10 minuti di cammino si arriva nei pressi di una sbarra, la si supera e si prosegue il cammino lungo la strada sterrata. Il sentiero costeggia il versante orientale della Val d'Arano offrendo magnifici affacci su questa e sulle suggestive e profonde Gole di Celano. La strada compie un paio di lunghi tornanti ed esce dal bosco fino ad arrivare al Prato del Popolo dove sono presenti due tavolini in legno per sostare un minuto e ammirare la bellezza del Monte Savina composto da un versante molto roccioso e l'altro completamente ricoperto di vegetazione. Da questo punto si tralascia la strada di destra con segnavia 13a che va verso il monte Etra e si devia decisamente verso nord seguendo il segnavia 13. Il sentiero prosegue dritto ma dopo un Km circa si arriva ad un bivio dove si deve svoltare a destra (il sentiero con segnavia SI che prosegue dritto va verso il V.ne dei Puzzilli e la Fonte della Valle), si continua a seguire il sentiero fino ad arrivare nei pressi di una baracca abbandonata e subito dopo alla Fonte di Caperno (1848m). Proprio dietro la fonte parte il sentiero che conduce in vetta, da qui si comincia a salire in maniera più decisa e si passa per magnifici prati (fioriti nel periodo primaverile), superate docili collinette si giunge proprio sotto la cima da dove si comincia già a scorgere gli impressionanti strapiombi del versante opposto. Superato un brevissimo tratto roccioso proprio sotto la croce si giunge in vetta (2348m). L'impatto visivo del passare dalla semplice salita alle ripide discese nord orientali è incredibile.
Per la discesa si prosegue verso nord ovest seguendo il segnavia bianco-rosso numero 14 che percorre la cresta, la discesa non è ripida ma è molto lunga e sembra interminabile. Facendo attenzione alla segnaletica si rimane inizialmente vicino alla cresta ma appena il sentiero comincia a scendere si abbandonano le ampie vedute sul Velino, Fucino, Monte Etra e Serra di Celano e ci si immerge in una zona più riparata. E' proprio qui che si incontra il bivio tra il sentiero 14 e il 14d (fonte della Valle, Ovindoli) segnalato su un masso nei pressi di un cartello caduto a terra. Si abbandona il sentiero 14 che scende a Rovere e si devia decisamente a Sud. Dopo poco il sentiero si affaccia sul Vallone dei Puzzilli e la fonte sul fondo della Valle è ben visibile. Raggiunta la fonte si prosegue sul fondo valle seguendo i sentieri 13c e SI inizialmente su strada bianca, successivamente la strada risale il versante di sinistra della vallata (sentiero SI che si ricollega nei pressi del Prato di Popolo al sentiero 13 affrontato all'andata) mentre il sentiero che va seguito è il 13c che scende proprio al centro della vallata fino ad addentrarsi in un magnifico bosco. Il fondo pieno di foglie e la bellezza del bosco rende gradevole la discesa soprattutto quando usciti dalla valle si cominciano ad avere nuovamente affacci sulla Val d'Arano. Il sentiero continua a scendere fino a ricongiungersi alla strada bianca affrontata all'andata. Da qui non si è lontani dalla sbarra. Si segue la strada verso destra (ovest) e si giunge al punto di partenza.

 
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