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martedì 18 dicembre 2018
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MONTE AMARO, MONTE ACQUAVIVA

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Lunghezza: 36Km

Dislivello Complessivo: 2750m

Grado di Difficoltà: EE

Data Ultima Modifica: Giugno 2007

Punto di Partenza: Fara S.Martino (440m)

Punto di Arrivo: Fara S.Martino (440m)

Tipo di Percorso: Anello

 

Come arrivarci: Dalla A25 prendere l’uscita Alanno-Scafa, al primo bivio seguire le indicazioni per Scafa dopo di che invece di entrare al paese proseguire dritti in direzione di Lettomanopello, al bivio nel paese si dovrà girare a destra per prendere Via Passolanciano, via che costaggia al versante Est la catena della Macella, bisogna seguire questa strada per molto chilometri attraversando paesi come Pretoro (dove si deve entrare nel paese e continuare a costeggiareil parco), Pennapiedimonte, Palombaro fino a raggiungere Fara S.Martino.

In alternativa si può prendere la A25 fino al congiungimento con la A14/E55 da prendere in direzione Sud, percorrere la A14 per un bel tratto e prendere l’uscita Val di sangro (SS652) e seguire la direzione per Mozzarogna-Castel di Sangro-Roccaraso, seguire le indicazioni per Casoli, al bivio che porta al centro del paese proseguire dritti e dopo 1Km si deve svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per Fara S.Martino.

 

Premessa: La caratteristica di questo itinerario sta nella estrema varietà di ambienti grazie alla grande ampiezza altitudinale di questa ascensione. La varietà degli ambienti rende meno faticosa l’ascesa al Monte Amaro che rimane comunque molto ardua. Il percorso è molto impegnativo ed è rischioso affrontarlo senza essere adeguatamente allenati. Infatti con 2350 metri da superare, è una salita dai dislivelli himalayani ma una volta arrivati sulla vetta del Monte Amaro è possibile godere di indimenticabili panorami, inoltre se questi vengono associati a tramonti ed albe i ricordi non possono che essere indelebili! La variante del percorso di discesa permette di percorrere un tratto in cresta nel cuore del parco e di raggiungere la vetta del Monte Acquaviva che con i suoi 2737 metri è una cima di tutto rispetto.
La segnaletica è stata realizzata secondo diverse modalità, in relazione all'ambiente: nelle zone più aperte ed in quelle di più facile accesso si incontrano paletti recanti una piastrina col numero del sentiero ed una fascia colorata, rossa per il “Sentiero del Parco" e gialla per tutti gli altri sentieri. La dimensione e la forma dei paletti variano a seconda del grado di protezione della zona attraversata: più grandi e squadrati nei territori più antropizzati, piccoli e tondi nelle aree di maggior valore naturalistico. Nelle aree densamente boschive ed in quelle più impervie, i segnali sono contraddistinti con vernice azzurra e bianca, recanti sempre il numero identificativo del percorso.

 

PRIMO GIORNO - Da Fara S.Martino al bivaco Pelino

 

Lunghezza: 16Km

Dislivello della Tappa: 2350m

Durata: 9h

Grado di Difficoltà: EE

Descrizione: Si parte da Fara S. Martino (450 m), il paese famoso per la buona pasta. La zona è riserva naturale statale già dal 1983, grazie alle pressioni delle popolazioni locali. Si parte proprio dal paese di Fara S. Martino (440 m) e si imbocca l'evidente vallone (segnaletica H1 e arca picnic) contornato da pareti rocciose. Si entra nel canyon (Valle di S. Spirito) e si inizia la lunga e faticosa ascesa, sempre sul fondo del vallone, oltrepassando tana strettoia, le cui pareti sembrano richiudersi (Stretta di S. Martino, il santo dei Longobardi che, racconta la leggenda, con un miracolo aprì il canyon permettendo, alle popolazioni locali, un più facile accesso ai pascoli alti).
Si continua nel vallone con faticosa salita sul sentiero sassoso, fino a giungere all'inizio di un bosco, in zona più aperta. Qui c'è un trivio, si prende il sentiero di centro, più evidente, entrando nel bosco. Continuando nel fondovalle si esce dal bosco e si entra della Valle Cannella caratterizzata da numerose doline di origine carsica. Qui si è in alta montagna. Si continua nella valle e si giunge al centro, dove è il Rifugio Manzini (chiuso, chiavi alla Forestale 0872/980970). Dal rifugio si continua per il sentiero che a mezzacosta sale al crinale somitale, dove a sinistra poco dopo si giunge in vetta (2793 m), ingombra dei resti del vecchio bivacco "Maiorama" e dove sorge il nuovo bivacco fisso "Pelino" (gestito dal CAI di Sulmona). Al bivacco si può pernottare solo però se si è attrezzati per la notte (stuoino e sacco a pelo). Il bivacco non è facile da aprire, prima di affrontare questo percorso assicurarsi che il bivacco sia accessibile telefonando al gestore!!!

 

 

SECONDO GIORNO - Dal bivacco Pelino a Fara S.Martino

 

Lunghezza: 20Km

Dislivello della Tappa: 400m (-2750m)

Durata: 9h 30m

Grado di Difficoltà: EE

Descrizione: Il giorno seguente si ripercorre indietro il primo tratto di cresta in direzione Nord però invece di svoltare a sinistra e riscendere verso il rifugio Mansini si prosegue in cresta per il sentiero del parco (P) fino a raggiungere Tre Portoni punto nel quale si deve deviare decisamente verso Est attraversando una cresta che ci riporta nel cuore del parco. Passando per Cima Pompilio, deviando leggermente verso Nord si giunge a Monte Focalone dove si deve abbandonare il sentiero del parco (che porta a Blockhouse) e si deve deviare verso Est per il sentiero H2 fino a raggiungere la vetta del Monte Acquaviva (2737 m). Dalla vetta si prosegue verso Est dove comincia una lenta e lunga discesa che con diversi tornanti si addentra in una zona boscosa. Seguendo la segnaletica, facendo molta attenzione all’orientamento, ci si ricongiunge al percorso dell’ascesa al trivio che all’andata è stato superato proseguendo dritti. Da qui si svolta a sinistra e si prosegue ad Est per il percorso d’andata fino a raggiungere nuovamente Fara S. Martino.

 
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