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domenica 09 dicembre 2018
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MONTE CAGNO, MONTE OCRE, MONTE CEFALONE

 

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Lunghezza: 16Km

Dislivello Complessivo: 800m

Durata: 7h 30m

Grado di Difficoltà: E

Data Ultima Modifica: Maggio 2007

Punto di Partenza: Rocca di Cambio (1400m)

Punto di Arrivo: Rocca di Cambio (1400m)

Tipo di Percorso: Anello

 

Come arrivarci: autostrada A24 Roma – L’Aquila, svoltare a sinistra per la A25 direzione Chieti pescara, uscita Aielli-Celano seguire le indicazioni per Rocca di Cambio, dopo aver attraversato Celano, Ovindoli e Rocca di Mezzo di arriva a destinazione.
In alternativa sulla A24 prendere l’uscita L’aquila Ovest, alla rotatoria girare a destra per risvoltare nuovamente a destra sulla strada statale 17 ovest, una volta ripassati sotto l’autostrada si svolta subito a sinistra e si segue la SS684, si attraversa la galleria Monteluco per poi seguire Via mausonia fino a che questa non incrocia la SS5bis, si svolta a desta e si prosegue sempre dritto attraversando Civita di Bagno, San Felice D’Ocre. A San Martino D’Ocre si deve svoltare a destra attraversando il paese e ricongiungendosi alla SP38 che porta fino a Rocca di Cambio.

 

Premessa: il Monte Cefalone chiude a NE la Piana di Campo Felice e forse non risulta eccessivamente affascinante nel suo versante aperto e scoperto sulla piana, perché brullo e scosceso. Ma ciò può indurre in errore perché il Monte Cefalone e, al suo pari, il Monte Ocre e il Monte Cagno, che dalla piana non si vedono, rappresentano tre cime poste come i vertici di un triangolo equilatero che racchiudono un vasto altipiano che d'inverno è un paradiso per il fondista che vuole allontanarsi dagli abituali itinerari. Inoltre il Monte Ocre e il Monte Cagno possono essere apprezzati nella loro singolare bellezza dall'Aquila dominata non solo dal Gran Sasso, ma anche da queste due cime che strapiombano sulla statale 17 L'Aquila - Sulmona. Geologicamente, questi canaloni e queste pareti strapiombanti ricordano il vicino Sirente con questi due versanti così diversi che meritano considerazione e non possono passare inosservati. Inoltre queste due cime (Monte d’Ocre e Monte Cagno) meritano d'essere abbinate perché offrono entrambe scorci non comuni sulla lunga catena del Gran Sasso, della Majella e sulla piana dell'Aquila.
I punti dolenti del percorso sono la segnaletica (in alcuni punti è addirittura assente del tutto), inoltre si ha l’impressione di percorrere zone dimenticate e poco frequentate, anche la caduta della croce sul Monte Ocre contribuisce ad ampliare questo senso di abbandono. Tutto sommato si ritiene che girovagare sull'altipiano di Settacque e scegliere una di queste cime non deve ritenersi una scelta di ripiego, ma una curiosità che merita di essere soddisfatta.

 

Descrizione: Raggiunta la parte alta dell'abitato di Rocca di Cambio con la strada di circonvallazione sul prato a monte di detta strada (1440m) è infisso un cartello indicatore C.A.I. da cui inizia l’escursione, si percorre il prato in direzione Sud-Est fino ad un masso. Seguendo le indicazioni si svolta a sinistra per entrare in mezzo alla pineta da percorrere fino alla vicina Chiesetta degli Alpini (1465m). Si prosegue per la stessa direzione e seguendo la segnaletica n° 9 si svolta a destra verso La Crocetta a quota 1780, per proseguire lungo il crinale di M. Cagno sino ad arrivare sulla cima (2153 m). Dalla cima del Monte Cagno la segnaletica scompare però proseguendo lungo le creste dopo un bel saliscendi si raggiunge agevolmente la vetta del Monte Ocre, la vetta dovrebbe essere sovrastata da una croce (2204 m) peccato che ultimamente, forse a causa del forte vento, si è spezzata la roccia che sosteneva la croce la quale è caduta sul versante aquilano della vetta. Nonostante ciò trattasi della cima più alta delle tre poste a triangolo a chiudere l'altipiano di Settacque.
Dalla vetta del D’Ocre si prosegue lungo il crinale seguendo la sporadica segnaletica (inizialmente segni Bianco-Rossi e dopo macchie Giallo-Blu) fino a raggiungere la fine delle creste da dove si gode un bel panorama, da qui si deve deviare decisamente verso destra scendendo il versante Nord del monte fino a raggiungere il sentiero N° 8 proveniente da Casamaina. Nonostante il percorso sia mal segnato il sentiero è ben visibile e una volta incrociato va preso in direzione Sud-Ovest per ridiscendere lo scosceso versante Sud fino ad arrivare ai piani di settaque. Qui c’è un fontanile che però non sgorga acqua, per rifornirsi c’è la possibilità di deviare verso Est rientrando all’interno della valle fino a raggiungere il fontanile di Sottacque (30 minuti in più). Una volta scesi nella sella si incrocia il sentiero 8°, seguendolo in direzione Ovest si raggiunge una vistosa selletta, sul lato sinistro di questa si vede un iniziale sentiero che risale la montagna, da questo punto la salità è obbligata e sebbene non ci sia nessun tipo di segnaletica né un sentiero battuto, si riesce a agevolmente a raggiungere le creste del Monte Cefalone e seguendo dei cumuli di rocce si arriva alla cima più alta (2142 m) da dove si domina la piana di Campo Felice. Dalla vetta la segnaletica è praticamente inesistente ma si può proseguire in direzione Sud-Est scendendo a svolte il fianco Est del monte ricongiungendosi infine al sentiero che percorre tutto l’altipiano di Settaque. Da qui si svolta a destra in un’evidente vallata che scende bruscamente fino a raggiungere una parte di bosco, in questo punto si deve fare particolare attenzione in quanto il sentiero, mal segnato, svolta leggermente a destra tenendosi fuori dal centro della valle. Seguendo il sentiero si arriva ad una evidente insellatura, Forca Miccia (1720 m). In questo punto non si deve proseguire in direzione Sud-Est lungo il percorso 9C, percorso che porta a Campo Felice, bensì si deve deviare in direzione Nord-Est verso il vallone Canavine seguendo il percorso 10 lungo il quale inizialmente si addentra in un bosco poi ne riesce riagganciandosi ad una strada bianca che porta a Via della Crocetta che seguita verso sinistra (Nord) riporta a Rocca di Cambio.

 
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2009 Serra di Celano (vetta).JPG
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