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lunedì 10 dicembre 2018
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LAGO DELLA DUCHESSA

 

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Lunghezza: 13Km

Dislivello Complessivo: 1000m

Durata: 5h 30m

Grado di Difficoltà: E

Data Ultima Modifica: Dicembre 2007

Punto di Partenza: Cartore (944m)

Punto di Arrivo: Cartore (944m)

Tipo di Percorso: Anello

 

Come arrivarci: Prendere l’autostrada A 24 Roma-L'Aquila, uscire a Valle del Salto Una volta usciti bisogna andare in direzione Magliano de’ Marsi, subito dopo il primo bivio sulla sinistra si distacca una carrareccia che passa inizialmente sotto l’autostrada e poi prosegue per aperta campagnia fino ad arrivare al suggestivo borgo di Cartore

 

Premessa: è un anello classico che conduce nel cuore delle montagne della Duchessa passando per l'omonimo lago che è uno dei più importanti d'alta quota dell'Appennino. Il percorso si sviluppa all'interno della Foresta Demaniale delle Montagne della Duchessa, che fa parte della Riserva Naturale Orientata “Monte Velino”, istituita dallo Stato il 21/7/1987. Proprio per questo esistono delle limitazioni in determinati periodi dell'anno; in particolare nel Vallone di Teve l'accesso è vietato dal 15/2 al 15/5. In ogni caso il Vallone del Cieco e il Vallone di Fua sono sempre percorribili e l'andata e il ritorno lungo la stessa via, è già di grande soddisfazione per chi non vuole portare a termine l'anello e raggiungere solo il lago. Molto bello il piccolo abitato di Cartore, dove alcune delle case in pietra sono state ben ristrutturate e sono affittabili. Da un punto di vista geologico la gita è di grandissimo interesse perché il lago della Duchessa, limpido specchio d'acqua situato a 1800 m circa, è privo di immissario ed è alimentato dalle nevi e dalle acque meteoriche subendo notevoli variazioni di livello. La natura carsica del lago è suggerita dalla sua forma ad otto che fa pensare alla fusione di due doline vicine. Ma un'impronta glaciale è rilevabile anche nelle rocce levigate che lo sbarrano a valle. Il vallone di Teve, che invece si percorrerà al ritorno, si snoda fra alte pareti rocciose ed è un classico esempio di valle glaciale poco modificata perché la natura carsica del terreno ha fatto mancare un'intensa erosione fluviale. Arrivando da Roma, e superando l'ultima galleria dopo il bivio di Tagliacozzo, questo complesso e articolato mondo di valloni e circhi glaciali è solo intuibile allorquando la prima visione che ci appare è lo stretto intaglio della valle di Teve di fronte a noi.

 

Descrizione: Il percorso da Cartore è numerato dal C.A.I. con segnavia 2B dalla prima casa di Cartore sulla sinistra. Preso il sentiero si comincia a percorrere il Vallone di Fua (più avanti cambierà nome) e si lascia sulla sinistra l'inutile strada che risale la Valle della Cesa. Si è nel tratto più selvaggio e pittoresco e, in alcuni tratti, il sentiero si inerpica su zone rocciose e impervie. Si sale di quota e il percorso diventa più agevole dopo il cosiddetto Passo di Fabriano, un caratteristico gradino scavato nella roccia, e si entra nel Vallone del Cieco a quota 1600 circa. Il percorso è quasi pianeggiante e tocca 5 rifugi in muratura, in località “Le Caparnie”, posti a quota 1720, circa assegnati ai pastori di Santa Anatolia e di cui uno, contrassegnato col n.5, è a disposizione degli escursionisti. Da ricordare che a quota 1836, esattamente a nord rispetto ai rifugi, vi è la fonte Salamone per rifornirsi d'acqua. Superata la località “Le Caparnie” si è ormai in vista del Lago della Duchessa che si raggiunge dopo una serie di valloncelli e un piccolo poggio dal quale ci si abbassa sul lago (2.30 h). Il luogo è assai affascinante, chiuso a nord dal Monte Morrone e a sud dalla lunga dorsale del Murolungo. Di fronte il lunghissimo fianco scosceso del Costone chiude questo splendido anfiteatro. In questo luogo si abbevera il numeroso bestiame lasciato allo stato brado ed è presente una colonia di tritoni.
Per compiere l'anello e scendere per la Val di Teve bisogna prima puntare ad est e poi verso sud fino a raggiungere quota 1910 punto più alto dell'escursione (3.15 h). Segue un tratto pressoché pianeggiante fra Cimata di Macchia Triste ad ovest e il Costone ad est prima di arrivare al Male Passo da dove si inizia a scendere con pronunciata pendenza ponendo un po' di attenzione lungo il sentiero. Ci si abbassa fino a quota 1618 congiungendosi all'itinerario con segnavia 2 del CAI che scende in Val di Teve all'altezza dei resti di uno stazzo e di un serbatoio. Si punta in discesa verso ovest sulle tracce di una carrareccia che si abbassa in luoghi assai suggestivi fra due alte pareti rocciose: a nord il Murolungo e a sud M. Rozza. Fra gli splendidi dirupi che scendono dai fianchi delle montagne si giunge a Bocca di Teve dove il vallone ha termine (987 m, 5.30 h). Qui si incrocia una strada e la si imbocca verso destra fino a raggiungere, dopo circa 1 km, le case di Cartore dove si è lasciata l'auto.

 
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