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martedì 04 agosto 2020
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MONTE SORATTE

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Lunghezza: 6Km

Dislivello Complessivo: 280m

Durata: 4h

Grado di Difficoltà: T

Data Ultima Modifica: Aprile 2007

Punto di Partenza: S.Oreste (440m)

Punto di Arrivo: S.Oreste (440m)

Tipo di Percorso: Anello

Zona naturale: Riserva Naturale del Monte Soratte

 

Come arrivarci: Con la macchina si può raggiungere dall’Autostrada del Sole A1 uscita Ponzano Romano - Soratte; da Roma attraverso la Via Flaminia (bivio al km. 40); da Rieti si percorre la Via Salaria fino a Fiano Romano e si prosegue per la strada civitellese fino a Sant'Oreste.

Con il treno S.Oreste è raggiungibile con la Ferrovia Roma Nord da Piazzale Flaminio/Saxa Rubra

In autobus. Si può anche raggiungere con le Linee CO.TRA.L da Roma Saxa Rubra per Sant'Oreste, dirette e/o con cambio a Rignano.

 

Premessa: Il monte Soratte si innalza isolato nella pianura a nord di Roma e rappresenta la maggior emergenza dell'intera Tuscia romana. Oltre ad essere luogo di culto fin dall’epoca preromana da parte delle popolazioni dei Sabini, Capenati, Falisci ed Etruschi, l'area ha una notevole importanza in quanto vi si stabilì nel settembre del 1943 il comando supremo delle forze di occupazione tedesche. Nel mese di giugno del 1944, dopo un bombardamento delle truppe alleate, il feld-maresciallo Albert Kesserling insieme alle truppe di occupazione abbandonò l'area dopo aver minato parte delle gallerie.

Tra le tante vicende legate al periodo di occupazione tedesca si ricorda l'ipotesi del seppellimento all'interno delle gallerie di numerose casse contenenti l'oro sottratto alla Banca D'Italia, “l'oro di Kappler”, che secondo la leggenda giacerebbe ancora nelle viscere del Monte Soratte. Questo spiega la presenza lungo il percorso di grotte che furono scavate da ricercatori d’oro convinti di poter accedere alle gallerie bunker che si diramano per vari chilometri nelle viscere del Monte Soratte.

 

Sentiero 202 - Percorso Vita

Descrizione: Dal centro abitato, partendo da piazza Italia, si raggiunge la Riserva seguendo la strada comunale via Riccioni Giosafat che porta ai cancelli di ingresso da dove parte il “Percorso Vita”.

Questo itinerario, nel primo tratto ampio e facilmente percorribile, si sviluppa nel folto di un fitto bosco misto di caducifoglie (carpino bianco, Ostrya carpinifolia, e acero minore, Acer monspessulanum) e sclerofille sempreverdi (leccio, Quercus ilex). In modo caratteristico lungo il percorso il visitatore incontra aree che offrono la possibilità di effettuare esercizi ginnici mediante l'utilizzo di apposite attrezzature.

Nel tratto iniziale del sentiero è possibile osservare i resti di cave per l'estrazione di calcare, di cui una risanata con la realizzazione di un anfiteatro. In corrispondenza di tale punto parte sulla sinistra una breve deviazione che porta all'apertura della grotta di S.Lucia. Questa cavità ipogea venne alla luce per il crollo parziale della volta durante l'attività di escavazione del calcare; ha un salone tra i più ampi della regione, ricco di concrezioni stalattitiche in parte danneggiate.

Tornando sul percorso principale e proseguendo, sulla sinistra si incontra il cartello segnaletico che indica l'inizio del sentiero didattico “Le Carbonare”. Percorrendo un ulteriore tragitto si incontra sulla sinistra l'indicazione del sentiero “Casaccia dei ladri” e sulla destra l'indicazione del sentiero di collegamento “Santa Romana e Meri - Percorso Vita”.

Dopo pochi minuti di cammino un'ultima zona attrezzata segna la fine del percorso di facile percorrenza; da qui si può proseguire con un sentiero più ripido e stretto, per salire su una delle cime del monte fino a “Quadrara delle Aquile”ed ammirare un magnifico panorama. In questo ultimo tratto si incontrano le deviazioni “Campicciolo” e, successivamente, la deviazione per il sentiero “delle Grotte”.

 

Sentiero 206 - Percorso le Grotte

Descrizione: Si può accedere a questo sentiero dal tratto finale del “Percorso Vita”, aggirando la vetta posta più a nord e seguendo poi a tratti la cresta e il versante occidentale del monte.
Si attraversa una vegetazione arbustiva, interrotta da affioramenti rocciosi, caratterizzata da ilatro (Phillyrea latifolia), leccio, acero minore e terebinto (Pistacia terebinthus).
Il nome del sentiero è dato dalla presenza lungo l'itinerario di alcune grotte, tra le quali si ricorda quella denominata “Erebus”, la cui esplorazione è tuttora in corso da parte dei gruppi speleologici che frequentano l'area.
Lungo il sentiero è possibile notare i ruderi di “Casaccia dei ladri” e l'imponente roccia chiamata “Sasso di S. Nonnoso”: secondo la leggenda la rupe venne spostata dal santo per procurare ai monaci il terreno adatto alla coltivazione di un orto.
Proseguendo, oltre il “Sasso di S. Nonnoso”, il sentiero conduce con una ripida salita all'Eremo di S. Silvestro.
La Chiesa di S. Silvestro, eretta sul tempio dedicato al culto di Apollo, si trova sulla cima più alta del monte (691m). La primitiva chiesa fu distrutta dalle incursioni barbariche ed in seguito ricostruita nel 747.
L'interno a tre navate, divise da pilastri, conserva nel presbiterio, con cripta sottostante, interessanti frammenti di epoca carolingia. Si conservano anche affreschi trecenteschi e quattrocenteschi di artisti locali, con episodi della vita di Santa Barbara, raffigurazioni della Madonna con Bambino e un Cristo benedicente.
Proseguendo in direzione Sud (seguendo in discesa solo per questo tratto il percorso degli Eremi – sentiero 205) si giunge all’Eremo di Santa Maria delle Grazie, da dove ci si ricongiunge con il percorso Madonna delle Grazie.

 

Sentiero 201 - Percorso Madonna delle Grazie

Descrizione: La Chiesa Santa Maria delle Grazie e il relativo convento sorgono sui resti di un'antica cappella dedicata alla Beata Vergine, la cui immagine dipinta sul muro era particolarmente venerata nel XVI secolo. Nel santuario si sono alternati diversi eremiti e ordini religiosi: Camaldolesi, Francescani, Cistercensi, che nel 1628 ingrandirono l'eremo trasformandolo in monastero. Gli ultimi massicci interventi risalgono al 1835. Il percorso “Madonna delle Grazie”, pur procedendo in ripida salita, è percorribile anche in bicicletta.
Proseguendo lungo la strada si incontra una ricca vegetazione arborea e si possono ammirare alcuni esemplari di lecci secolari; lungo tutto il percorso sono disponibili vari punti sosta ed aree picnic.
Lungo il percorso si possono osservare altre cappelle votive dedicate al Santissimo Salvatore e all'Annunziata, che testimoniano la frequentazione del luogo da parte dei pellegrini.
In prossimità della cappella dell'Annunziata, sui due lati della strada, si incontrano le diramazioni, opportunamente segnalate, del sentiero didattico “Le Carbonare” e del sentiero “degli Eremi”.
Proseguendo per il percorso si giunge fino l’ingresso della riserva. Percorrendo via Benedetto del Soratte si giunge nuovamente al punto di partenza cioè piazza Italia.

 

 
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